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Monthly Archives: June 2012

Ma voi la sapete la storia del mitico Onan?
Io mi stavo facendo una cultura sui metodi anticoncezionali VAGINALI, giusto perché potrebbe tornarmi utile non diventare padre a sorpresa, ed inevitabilmente mi sono imbattuto nella storia di questo buon uomo:

Zuatt.

…voi imbecilli superficiali, italiano-SCOPARE!!-tantoc’holdiesel-medio vedete sta foto e pensate che Onan giaccia lí, a pezzi dopo decine di seghe e centinaia di salti della quaglia.

Il buon Onan in realtá,  personaggio biblico, secondo figlio di Giuda.. Anzi, iniziando da tale legge ebraica nota come levirato, secondo cui in pratica tu sei sposato ma muori: tuo fratello deve sposare ed ingravidare tua moglie, vedova, e la prole protogemellare che viene fuori è figlia tua, tu defunto. Mentre tuo fratello è puro strumento sessuale di concepimento, e dopo ció si puó fare biblicamente inculare.

Il senso di questa legge, che veniva tra l’altro praticata anche dagli indiani (#?!@?) e si chiamava niyoga, è quello di legittimare la discendenza di te che sei morto, e pare soprattutto per “evitare l’alienzione† delle terre”. Ovviamente c’era un motivo ben piú pratico dietro a tutto..

Levirato deriva dal latino levir, che significa cognato. Fine della parentesi etimologica.

In pratica, tale Tamar, che a giudicare da questo dipinto di Rembrandt, mi sembra sia stata una donna solare e frizzante a suo tempo:

Tamar e Giuda by Rembrandt (1650-1660 circa).

era sposata col primogenito di Giuda, Er, che poi muore.. Nota bene: Er muore perché si era reso odioso agli occhi del Signore (chissá che minchia aveva fatto) e quindi semplicemente, citando la Genesi, “il Signore lo fece morire“.
Punto. Fine. Semplicemente… MORTO. Ciao Er. Addio.
Io non mi renderei odioso piú di tanto contro il Signore.

Quindi Giuda, ben consapevole del levirato, e non volendo perdere le sue terre, cazzo ne so, ordina al povero Onan di farsi Tamar immediatamente, “Vai e troncaglielo nella .. !!” , sempre citando la Genesi. Ma Onan, romantico ante-litteram, non voleva figli con lei che poi non potessero portare il suo, personalmente orribile, nome. E quindi ogni notte Onan si doveva fare Tamar, ma lui letteralmente si inventó un metodo anticoncezionale: il coitus interruptus, e quindi ogni volta disperdeva il suo seme per terra come se piovesse finché poi il Signore non se n’è accorto e si è incazzato.

Cito sempre la Genesi:
“Ciò che egli faceva era male agli occhi del Signore, il quale fece morire anche lui.”

Ho ufficialmente paura del Signore,  fra un pó faró gli incubi con il Signore armato di mitra e la faccia di Charles Manson che mi rincorre per la casa di notte.

Per concludere, sembra in pratica che il famoso termine onanismo oggi sia usato informalmente (ma pare anche nella terminologia medico-psicologica) per definire la beneamata masturbazione, e fin qui c’eravamo tutti, peró il vero significato ha le radici nella teologia morale. Te ne frega qualcosa? A me no.

Povero Onan, è stato un grande. Un eroe. Lo stimo.

† […] Il termine viene utilizzato anche in contabilità generale per definire un cespite o bene posseduto da una società o privato e che viene ceduto a terzi dietro corrispettivo o in forma gratuita.

Credo che pure quest’applicazione stia entrando pian piano nel midollo spinale della gente ormai, ed alcuni ci stanno diventando scemi, ma questo poi prescinde dall’applicazione.

Incuriosito sono andato a leggere la pagina dei gigaidoli che l’hanno costruita.
Nella home rimandano ad un post del loro blog, Why we don’t sell ads, che si apre con una citazione di Fight Club poi continua:

Brian and I spent a combined 20 years at Yahoo, working hard to keep the site working. And yes, working hard to sell ads, because that’s what Yahoo did. […]

Il resto e su: http://blog.whatsapp.com/index.php/2012/06/why-we-dont-sell-ads .
Ho talmente rivalutato l’applicazione che ora mi compro un iPhone e creo 6’000 gruppi con WhatsApp.

PS. http://www.youtube.com/watch?v=cL_qGMfbtAk .

Karen, I’m not taking sides
I don’t think I’ll ever do that again
I’ll end up winning and I won’t know why
I’m really trying to shine here, I’m really trying
You’re changing clothes and closing windows on me all the time

Well, whatever you do, listen, you better wait for me
No, I wouldn’t go out alone into America
Whatever you do
Listen, you better wait for me
No, I wouldn’t go out alone

Karen, we should call your father, maybe it’s just a phase
He’ll know the trick to get a wayward soul to change his ways
It’s a common fetish for a doting man
to ballerina on the coffee table cock in hand

Well, whatever you do
Listen, you better wait for me
No, I wouldn’t go out alone into America
Whatever you do
Listen, you better wait for me
No, I wouldn’t go out alone

Without warm water in my head
All I see is black and white and red
I feel mechanical and thin
Hear me play my violin again
I’m living in the target’s shoes
All I see is black and white and blue.
Idle, idle, idle, idle, protect the nest
Protect the title

Karen, put me in a chair, f_ck me and make me a drink
I’ve lost direction, and I’m past my peak
I’m telling you this isn’t me
No, this isn’t me
Karen, believe me, you just haven’t seen my good side yet

I must be me, I’m in my head
Black birds are circling my bed
I must be me, I must be me
Black feathers are falling on my feet
Idle, idle, idle, idle, protect the nest
Protect the title.

All night I lay on my pillow and pray
For my boss to stop me in the hallway
Lay my head on his shoulder and say
Son, I’ve been hearing good things

I wake up without warning and go flying around the house
In my sauvignon fierce, freaking out
Take a forty-five minute shower and kiss the mirror
And say, look at me
Baby, we’ll be fine
All we gotta do is be brave and be kind

I put on an argyle sweater and put on a smile
I don’t know how to do this
I’m so sorry for everything

Baby, come over, I need entertaining
I had a stilted, pretending day
Lay me down and say something pretty
Lay me back down where I wanted to stay
Just say something perfect, something I can steal
Say, look at me
Baby, we’ll be fine
All we’ve gotta do is be brave and be kind

I pull off your jeans, and you spill jack and coke in my collar
I melt like a witch and scream
I’m so sorry for everything.

Hey, where the hell are you?
You don’t call me back, John
Won’t you come here and stay with me?
Why don’t you come here and stay with me?

Hey, where the hell are you?
You don’t call me back, John
Won’t you come here and stay with me?
Why don’t you come here and stay with me?

Show up here loaded with bells on your toes
I don’t care what you’re into
I’ll put velvet ropes around you
If that’s what you need

Why did you listen to that man?
That man’s a balloon
Oh, you gotta get out and get back to me
John, you gotta get out and get back to me

Why did you listen to that man?
That man’s a balloon
Oh, you gotta get out and get back to me
Take his limousine, you gotta get back to me

I’m getting nervous
No sign of a friend of mine
Red hair and blue eyes
I’m getting nervous
No sign of a friend of mine

I was in a train under a river when I remembered what
What I wanted to tell you, man, what I wanted to tell you, man
I got two sets of headphones, I miss you like hell
Won’t you come here and stay with me, why don’t you come here and stay with me?

I’m getting nervous
No sign of a friend of mine
Red hair and blue eyes
I’m getting nervous
No sign of a friend of mine

Why did you listen to that man, that man’s a balloon
Oh, you gotta get out and get back to me
Why did you listen to that man, that man’s a balloon
John, you gotta get it out and get back to me

Why did you listen to that man, that man’s a balloon
Fake a heart attack, you gotta get back to me
Why did you listen to that man, that man’s a balloon
John, you gotta get out and get back to me.

Un po’ di storia… io grandissimo esperto di storia mi limiterò a citare un libro scolastico di storia che cita a sua volta il buon vecchio Piero Gobetti.
Stiamo parlando di dibattiti storiografici sul Risorgimento italiano:

L’opera di Piero Gobetti (1901-1926) va collocata nel contesto del fascismo. Fu proprio l’esigenza di spiegare il fascismo, infatti, che lo condusse a riflettere sulla storia del nostro Paese.
Secondo Gobetti, la storia italiana aveva sofferto di un difetto fondamentale: non aveva conosciuto la riforma religiosa protestante, e questa mancanza aveva determinato l‘immaturità morale, ideale e politica degli Italiani. Sbagliavano coloro i quali ritenevano che il Risorgimento avesse segnato un’importante inversione di tendenza. Il Risorgimento era stato, in realtà, una rivoluzione fallita, un movimento abortito, perché era stato azione di pochi, alla quale il popolo italiano era rimasto estraneo. Il problema di costruire un’unità, che fosse unità di popolo, era rimasto così insoluto, perché la conquista dell’indipendenza non era stata sentita e voluta dalla grande  maggioranza degli Italiani, tanto da diventare vita intima della nazione. Per questi motivi, col Risorgimento gli Italiani non riuscirono a formarsi una coscienza dello Stato.
Tutto ciò, secondo Gobetti, doveva pesare enormemente sulla storia italiana successiva, poiché mancando il principio primo dell’educazione politica, ossia della scelta delle classi dirigenti, venne a mancare anche una lotta politica aperta. Ecco perché la vita italiana dall’unità in poi era stata divorata da un cancro che aveva spento in essa ogni dibattito ideale, ogni gara vera ed efficace, ogni luce di idealità, ogni genuino confronto di proposte e di programmi per affrontare i problemi del Paese: questo cancro era stato il trasformismo, da Agostino Depretis a Giovanni Giolitti, allo stesso Filippo Turati.
Secondo Gobetti, infatti, anche il socialismo era stato in Italia, non un elemento di rottura, di lotta, di reale contrapposizione, bensì era stato collaborativo, corporativo, grigio, dedito ai piccoli vantaggi, agli accordi sottobanco. Il fascismo, insomma, riproponeva, secondo Gobetti, “il problema di un’esegesi del nostro Risorgimento“, perché ne svelava “le illusioni e l’equivoco fondamentale“.  Sotto questo profilo il fascismo aveva avuto almeno questo merito, se così lo si poteva chiamare: “di offrire la sintesi, spinta alle ultime inferenze, delle storiche malattie italiane: retorica, cortigianeria, demagogismo, trasformismo“. Il fascismo era “il legittimo erede della democrazia italiana eternamente ministeriale e conciliante, paurosa delle libere iniziative popolari, oligarchica, parassitaria e paternalistica“. La lotta contro Mussolini e contro il fascismo doveva essere dunque, per Gobetti, la lotta contro “l’altra Italia“, ovvero contro l’Italia di sempre, l’Italia del conformismo e della corruzione, del compromesso, della mancanza di idealità e di coraggio, e, conseguentemente, della mancanza di élites illuminate ed eroiche, capaci di condurre una vera lotta politica.

..Vi suona familiare?

Flash news from SANS NewsBites Vol.14 Num.44:

 –President Obama Ordered Stuxnet and More Attacks on Iran
(June 1, 2012)
(By Gautham Nagesh, CQ Executive Briefing on Technology)
The New York Times has a bombshell this morning: President Obama began
ordering cyberattacks on Iran within days of taking office. The story,
which is a must-read, finally confirms what many cybersecurity experts
have suspected: the Stuxnet worm, which disabled industrial equipment
in Iran and Europe, was originally designed by Israel and the U.S. to
slow down Iran’s nuclear enrichment plant. The virus’ escape from Iran’s
Natanz plant and subsequent discovery in Germany in 2010 was a mistake
that U.S. authorities blamed on Israel. Former CIA chief Michael Hayden
also acknowledged to the Times that Stuxnet is the first major
cyberattack intended to cause physical destruction (to Iranian
centrifuges). “Somebody crossed the Rubicon,” he said.

The article includes a history of the classified cyberweapons program,
dubbed “Olympic Games,” which began under President Bush, and includes
details of how President Obama decided that digital attacks were
preferable to a potential military conflict between Iran and Israel. But
the bottom line is that President Obama (and his predecessor) ordered a
sophisticated campaign of cyberattacks against Iran’s nuclear program,
and has either attacked or considered attacking networks in China,
Syria, and North Korea as well. The Obama administration previously
acknowledged that it might respond to cyberattacks with physical force,
but the report makes it clear that even as the U.S. was making those
threats, it was perpetrating cyberattacks on the very nations it accuses
of targeting its networks.

In doing so, the White House has seemingly opened a Pandora’s box.
Administration officials have placed a greater emphasis on cybersecurity
and the threat to our nation’s networks that any previous
administration, doubtless because they had first-hand knowledge of just
how much damage sophisticated cyberattacks are capable of causing. Those
officials might have also feared reprisals from nations that were
targeted by Stuxnet and other digital attacks from the U.S. The
revelation also sheds some light on the Pentagon’s reluctance to outline
its cyberwarfare policies in detail, since doing so might have involved
disclosing to Congress that the U.S. already was fully engaged in online
battle.

Having taken such an aggressive stance on deploying Stuxnet, it will be
very difficult for the U.S. to keep casting itself as the innocent
victim of unprovoked attacks by countries looking to steal our economic
and military secrets. Today’s report makes it clear that the White House
long ago decided to embrace digital warfare, and puts the onus squarely
back on the administration to clearly explain its rules of engagement
online. But the greatest impact may be internationally, where hostile
nations now have confirmation the U.S. could be targeting their
networks. If hackers in those countries weren’t already attempting to
take down U.S. critical infrastructure, they probably are now.
http://www.nytimes.com/2012/06/01/world/middleeast/obama-ordered-wave-of-cyberattacks-against-iran.html?_r=1&pagewanted=all

..and..

–Pentagon’s Plan X Aims to Develop Robust Cyberwarfare Capabilities
(May 30, 2012)
The Pentagon’s Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA)  is
launching a five-year, US $110 million research program dubbed Plan X.
DARPA is seeking input from private sector organizations, universities,
and computer game companies in its effort to develop improved
cyberwarfare capabilities. Goals include creating a comprehensive map
of cyberspace that is updated continuously, developing an operating
system strong enough to launch cyber attacks and withstand
counterattacks, and creating systems that allow commanders to launch
speed-of-light attacks.
http://www.washingtonpost.com/world/national-security/with-plan-x-pentagon-seeks-to-spread-us-military-might-to-cyberspace/2012/05/30/gJQAEca71U_story.html

Bueno, bueno, bueno…